Società di recupero crediti: cosa possono e cosa non possono fare

di Avv. Gabriele Barone

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Ricevi telefonate insistenti, lettere e messaggi da una società di recupero crediti e ti senti sotto pressione? È bene sapere fin da subito una cosa: queste società hanno limiti ben precisi. Non sono ufficiali giudiziari e non possono fare tutto ciò che minacciano. Conoscere i tuoi diritti ti permette di affrontare la situazione con serenità.

Chi sono e cosa fanno

Le società di recupero crediti sono aziende private incaricate da un creditore (una banca, una finanziaria, una società di telefonia o energia) di sollecitare il pagamento di un debito. In alcuni casi hanno addirittura acquistato loro stesse il credito. In entrambe le situazioni, però, restano soggetti privati: possono chiederti di pagare, ma non hanno alcun potere coercitivo. Non possono obbligarti a nulla né agire da soli.

Cosa possono fare (legittimamente)

Nei limiti della legge, una società di recupero può contattarti per sollecitare il pagamento: telefonate in orari ragionevoli, lettere, e-mail, proposte di un piano di rientro. Sono attività lecite, purché condotte con correttezza e nel rispetto della tua riservatezza.

Cosa NON possono fare

Molte pratiche che spaventano i debitori sono in realtà vietate. In particolare, non possono:

  • minacciarti o usare toni intimidatori, né tempestarti di chiamate in modo assillante o in orari notturni;
  • rivelare il tuo debito a terzi — datore di lavoro, colleghi, familiari, vicini: sarebbe una violazione della privacy;
  • spacciarsi per avvocati, ufficiali giudiziari o organi dello Stato, o simulare atti giudiziari;
  • pignorare beni, stipendio o conto: solo un giudice può autorizzare un pignoramento;
  • aggiungere spese o interessi non dovuti rispetto al debito originario.

I tuoi diritti

Hai diritto di chiedere prova del credito e di verificare che il debito sia davvero tuo, corretto nell’importo e non caduto in prescrizione. È sempre consigliabile rispondere per iscritto e conservare ogni comunicazione. Se le pratiche diventano moleste o lesive della riservatezza, puoi anche segnalare la condotta al Garante per la protezione dei dati personali.

Riferimenti normativi e giurisprudenza

Norme: Regolamento UE 2016/679 (GDPR) sui principi di liceità e correttezza del trattamento; provvedimento del Garante Privacy del 30 novembre 2005 sul recupero crediti; art. 660 c.p. (molestia o disturbo alle persone); Registro Pubblico delle Opposizioni per fermare i contatti indesiderati.

Giurisprudenza: il Garante Privacy, con provvedimenti anche recenti (2026), ha ribadito che comunicare l’esistenza del debito a familiari, datore di lavoro o altri soggetti estranei al rapporto è un trattamento illecito dei dati personali, sanzionabile; e che il creditore committente resta responsabile della condotta della società di recupero incaricata.

Come posso aiutarti

Assisto a Bagheria, Palermo e provincia chi è alle prese con una società di recupero crediti: verifico se il debito è realmente dovuto e non prescritto, gestisco le comunicazioni al posto tuo con risposte formali e, se necessario, faccio cessare le condotte moleste. L’obiettivo è farti uscire dalla pressione e chiudere la vicenda nel modo più conveniente.

Parliamone

Ti stanno pressando per un debito? Raccontami la situazione tramite il modulo di contatto o su WhatsApp e portami le lettere ricevute: vediamo insieme come rispondere e come far valere i tuoi diritti.


Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non costituiscono parere legale. Ogni situazione va valutata nel caso concreto.

L’autore

Avv. Gabriele Barone

Avvocato iscritto all’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese. Mi occupo di diritto civile, diritto amministrativo e ricorsi al TAR, recupero crediti e tutela del consumatore, con sedi a Bagheria (Corso Butera 287) e a Palermo (Via Mariano Stabile 241). Assisto inoltre clienti stranieri in materia di aste giudiziarie immobiliari e cittadinanza italiana.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza sul caso concreto.

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