Cause di lavoro e previdenza: quando sei esonerato dal pagare le spese legali se perdi

di Avv. Gabriele Barone

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Vuoi far valere un tuo diritto contro l’INPS o un altro ente previdenziale — una pensione, un’indennità, un sussidio — ma temi che, se dovessi perdere la causa, ti troveresti a pagare anche le spese legali? In molti casi la legge ti tutela: se il tuo reddito è sotto una certa soglia, sei esonerato dal rischio di essere condannato alle spese, anche perdendo.

La regola generale: chi perde paga le spese

Nel processo civile vige, come regola generale, il principio della soccombenza: chi perde la causa viene condannato a rimborsare le spese legali sostenute dalla controparte, oltre alle proprie. È uno dei motivi per cui, prima di avviare o proseguire una causa, occorre valutare con attenzione i rischi. Nelle controversie di lavoro e previdenza, però, esiste un’importante eccezione a tutela della parte più debole.

L’eccezione per le cause previdenziali e assistenziali

L’art. 152 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile prevede che, nei giudizi per ottenere prestazioni previdenziali o assistenziali (pensioni, indennità di invalidità, disoccupazione, altre prestazioni erogate da INPS o enti simili), la parte che perde non può essere condannata a pagare le spese, competenze e onorari dell’ente o della controparte, se il suo reddito IRPEF non supera il doppio della soglia prevista per il gratuito patrocinio — per il 2026, quindi, un importo di riferimento attorno ai 27.300 € annui.

Un aspetto importante, chiarito dalla Cassazione: questa esenzione opera automaticamente, per il solo fatto che il reddito rientri nel limite, senza che sia necessaria un’apposita domanda al giudice.

A quali cause si applica

Attenzione: questa tutela riguarda specificamente le cause in cui la prestazione previdenziale o assistenziale è l’oggetto diretto della domanda — ad esempio un ricorso per il riconoscimento di un’invalidità o di una pensione. Non si applica automaticamente a tutte le controversie di lavoro in senso ampio (come un licenziamento contestato al datore di lavoro privato), che restano soggette alla regola generale sulla soccombenza, salvo la possibilità per il giudice di compensare le spese in presenza di specifiche condizioni.

Cosa significa in pratica

  • se hai una causa contro INPS o un altro ente previdenziale per il riconoscimento di una prestazione, e il tuo reddito è entro la soglia, non rischi di dover pagare le spese legali dell’ente anche se la causa dovesse concludersi a te sfavorevole;
  • le spese eventualmente liquidate a tuo carico, in ogni caso, non possono mai superare il valore della prestazione che avevi richiesto in giudizio;
  • questa tutela si aggiunge, e non sostituisce, il gratuito patrocinio: puoi verificare se hai diritto a entrambi;
  • vale sempre la pena far valutare da un avvocato la propria situazione reddituale prima di avviare la causa, per sapere con certezza a cosa si va incontro.

Riferimenti normativi e giurisprudenza

Norme: art. 152 disp. att. c.p.c.; artt. 76-77 D.P.R. 115/2002 (Testo Unico Spese di Giustizia) per il calcolo del limite di reddito.

Giurisprudenza: Cassazione civile, sentenza 13 luglio 2022, n. 22110, secondo cui l’esenzione dalle spese ex art. 152 disp. att. c.p.c. non richiede una domanda della parte interessata, ma discende automaticamente dal fatto che il reddito della parte soccombente sia pari o inferiore al doppio di quello previsto per il gratuito patrocinio; la giurisprudenza di legittimità precisa inoltre che l’esenzione opera solo quando la prestazione previdenziale o assistenziale è l’oggetto diretto della domanda introdotta in giudizio.

Come posso aiutarti

Assisto lavoratori a Bagheria, Palermo e provincia nelle cause previdenziali e assistenziali contro INPS e altri enti: verifico se rientri nei limiti di reddito per l’esonero dalle spese legali e, se possibile, anche per il gratuito patrocinio, così puoi far valere i tuoi diritti conoscendo con chiarezza i rischi economici.

Parliamone

Hai una causa (o vorresti avviarne una) per una pensione, un’indennità o un altro beneficio previdenziale? Raccontami la tua situazione tramite il modulo di contatto o su WhatsApp: valutiamo insieme se sei tutelato dall’esonero dalle spese.


Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non costituiscono parere legale. Ogni situazione va valutata nel caso concreto.

L’autore

Avv. Gabriele Barone

Avvocato iscritto all’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese. Mi occupo di diritto civile, diritto amministrativo e ricorsi al TAR, recupero crediti e tutela del consumatore, con sedi a Bagheria (Corso Butera 287) e a Palermo (Via Mariano Stabile 241). Assisto inoltre clienti stranieri in materia di aste giudiziarie immobiliari e cittadinanza italiana.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza sul caso concreto.

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