Gratuito patrocinio: limiti di reddito, cosa copre e come funziona

di Avv. Gabriele Barone

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Hai bisogno di un avvocato ma temi di non potertelo permettere? La legge prevede uno strumento pensato proprio per questo: il gratuito patrocinio (patrocinio a spese dello Stato), che ti permette di essere assistito in giudizio senza anticipare i costi, se il tuo reddito rientra in determinati limiti.

Cos’è il gratuito patrocinio

Il gratuito patrocinio, tecnicamente chiamato patrocinio a spese dello Stato, è l’istituto che consente a chi ha un reddito basso di essere difeso in un processo civile, penale o amministrativo senza pagare l’avvocato né le spese di giustizia: a farsene carico è lo Stato. Non è un servizio “di serie B”: chi ne beneficia può scegliere liberamente il proprio avvocato tra quelli iscritti negli appositi elenchi tenuti dagli Ordini forensi.

Chi ha diritto: i limiti di reddito nel 2026

Per il 2026 il limite di reddito imponibile ai fini IRPEF, aggiornato con decreto ministeriale del 22 aprile 2025, è di 13.659,64 € annui. Se convivi con il coniuge o altri familiari, il reddito da considerare è quello complessivo del nucleo familiare: per ogni familiare convivente oltre al richiedente, il limite aumenta di 1.032,91 €. Nel calcolo rientrano tutti i redditi, compresi quelli esenti da imposta, oltre ad assegni di mantenimento e sostegni pubblici.

Cosa copre (e cosa non copre)

Lo Stato si fa carico dell’onorario del tuo avvocato e delle spese processuali (contributo unificato, notifiche, consulenze tecniche disposte dal giudice, ecc.). Attenzione però: se la causa viene persa, il beneficio non copre le spese legali della controparte, che in caso di soccombenza potresti comunque essere condannato a rimborsare.

Come si richiede

La domanda si presenta con un’istanza al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo dove ha sede il giudice competente per la causa, allegando un’autocertificazione dei redditi e la documentazione richiesta. È importante rivolgersi a un avvocato iscritto negli elenchi speciali abilitati al patrocinio a spese dello Stato, che ti segue anche nella predisposizione della domanda.

Le eccezioni: quando non conta il reddito

Per le vittime di alcuni reati particolarmente gravi — violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori (stalking) e altri reati specificamente elencati dalla legge (artt. 572, 583-bis, 609-bis, 612-bis c.p. e altri) — il gratuito patrocinio spetta indipendentemente dal reddito. Restano invece esclusi dal beneficio, anche se a basso reddito, coloro che hanno una condanna definitiva per associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti e altri reati gravi specificamente previsti dalla legge.

Riferimenti normativi

Norme: D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo Unico Spese di Giustizia), artt. 74 e ss.; artt. 76-77 D.P.R. 115/2002 sui limiti di reddito; decreto ministeriale 22 aprile 2025 di aggiornamento della soglia di reddito.

Come posso aiutarti

Sono iscritto negli elenchi degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato e assisto a Bagheria, Palermo e provincia chi ha diritto al gratuito patrocinio: verifico se rientri nei limiti di reddito, predispongo la domanda con tutta la documentazione necessaria e ti seguo nella causa senza che tu debba anticipare nulla.

Parliamone

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Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non costituiscono parere legale. Ogni situazione va valutata nel caso concreto.

L’autore

Avv. Gabriele Barone

Avvocato iscritto all’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese. Mi occupo di diritto civile, diritto amministrativo e ricorsi al TAR, recupero crediti e tutela del consumatore, con sedi a Bagheria (Corso Butera 287) e a Palermo (Via Mariano Stabile 241). Assisto inoltre clienti stranieri in materia di aste giudiziarie immobiliari e cittadinanza italiana.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza sul caso concreto.

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