Area di attività
Diritto del lavoro
Assisto lavoratori del settore privato e dipendenti pubblici: licenziamenti, mansioni, retribuzioni non pagate, TFR. Studio a Bagheria e Palermo.
Di cosa mi occupo
- Licenziamenti: impugnazione per giusta causa, giustificato motivo, licenziamento disciplinare e collettivo; contestazioni disciplinari e sanzioni conservative.
- Mansioni e ambiente di lavoro: demansionamento, mobbing e condotte vessatorie, con la prova del danno alla professionalità e alla salute.
- Retribuzione: differenze paga, straordinari e indennità non corrisposte, ferie e riposi non goduti, TFR e TFS, anche tramite il Fondo di garanzia INPS quando il datore è insolvente.
- Pubblico impiego: mobilità e trasferimenti, permessi ex legge 104, carta docente, progressioni e inquadramenti.
- Cessazione del rapporto: dimissioni per giusta causa, risoluzioni consensuali, accordi transattivi e verifica delle somme spettanti a fine rapporto.
Sessanta giorni, poi centottanta
Il licenziamento va impugnato per iscritto entro sessanta giorni dalla comunicazione; entro i successivi centottanta occorre depositare il ricorso o promuovere il tentativo di conciliazione, altrimenti l’impugnazione perde efficacia. Sono termini che decorrono in fretta e che non si recuperano.
Anche in materia disciplinare la tempestività conta: rispondere per iscritto e nei termini a una contestazione è spesso ciò che rende difendibile la posizione del lavoratore nel giudizio successivo.
Approfondimenti
Leggi prima del primo colloquio
- TFR non pagato: come recuperarlo, anche se il datore è insolvente
- Demansionamento: quando è illegittimo e come ottenere il risarcimento
- Mobbing sul lavoro: come riconoscerlo e ottenere il risarcimento
- Smart working senza accordo scritto: il licenziamento per assenza è legittimo?
- Cause di lavoro: quando sei esonerato dal pagare le spese legali se perdi
Domande frequenti
Le domande che ricevo più spesso
Quanto tempo ho per impugnare un licenziamento?
Sessanta giorni dalla comunicazione per l’impugnazione stragiudiziale, che va fatta per iscritto; entro i successivi centottanta giorni occorre depositare il ricorso giudiziale o promuovere il tentativo di conciliazione, altrimenti l’impugnazione perde efficacia. Sono due termini distinti e consecutivi: il primo non basta da solo.
Devo rispondere a una contestazione disciplinare?
È fortemente consigliabile, per iscritto e nei termini indicati nella lettera (in genere cinque giorni). Le difese non svolte in quella sede pesano nel giudizio successivo, e una risposta documentata è spesso ciò che rende difendibile la posizione del lavoratore. Puoi anche chiedere di essere sentito di persona, eventualmente con l’assistenza di un rappresentante sindacale.
L’azienda non mi paga il TFR ed è in crisi: posso recuperarlo?
Sì. Oltre alla via ordinaria del decreto ingiuntivo, quando il datore è insolvente si può accedere al Fondo di garanzia dell’INPS, che subentra nel pagamento del trattamento di fine rapporto e delle ultime mensilità di retribuzione. Il percorso cambia a seconda che sia stata aperta o meno una procedura concorsuale: va impostato correttamente fin dall’inizio.
Mi hanno tolto le mansioni che svolgevo: è demansionamento?
Non ogni cambio di mansioni lo è. Il datore può assegnare compiti diversi purché riconducibili allo stesso livello di inquadramento; l’illegittimità sorge quando c’è una dequalificazione sostanziale o uno svuotamento del ruolo. Il danno alla professionalità va però provato in concreto, con elementi che documentino il prima e il dopo: mail, organigrammi, obiettivi assegnati.
Porta lettera, buste paga e contratto.
Sedi a Bagheria (Corso Butera 287) e Palermo (Via Mariano Stabile 241). La data di ricezione della lettera è il primo elemento da verificare: da lì decorrono i termini.