Compensi e trasparenza
Il compenso,
definito in anticipo.
L’incertezza sui costi è spesso la ragione per cui una questione legale viene rinviata. Questa pagina illustra i criteri con cui viene determinato il compenso professionale, quali voci comprende il preventivo e in quali ipotesi l’onere economico è ridotto o assunto dallo Stato.
Come funziona
Cinque regole, sempre le stesse.
01
Il primo appuntamento in studio
Per una prima consulenza è sufficiente fissare un appuntamento in studio, portando con sé i documenti relativi alla propria situazione o inviandoli in anticipo per email. Il costo della prima consulenza è di 50 euro.
02
Preventivo scritto prima dell’incarico
Il compenso viene concordato per iscritto prima dell’assunzione dell’incarico, come prevede la legge professionale. Nessun conteggio a sorpresa al termine della causa.
03
A forfait, non a ore
Il compenso è determinato per fasce di valore e tipologia di attività, non sul tempo impiegato: l’importo è noto in anticipo e l’eventuale maggiore complessità della causa non si traduce in un costo ulteriore per il cliente.
04
Cosa è incluso e cosa no
Il preventivo distingue sempre il compenso professionale dagli esborsi dovuti a terzi: contributo unificato e marca da bollo, spese di notifica, eventuali costi di mediazione, compensi dei consulenti tecnici. A questi si aggiungono IVA e contributo previdenziale forense.
05
Le spese a carico del soccombente
In caso di accoglimento della domanda il giudice pone di norma le spese legali a carico della parte soccombente, liquidandole secondo i parametri ministeriali. Il recupero effettivo resta però subordinato alla capienza patrimoniale del debitore: è una possibilità concreta, non una garanzia.
Attività a prezzo fisso
Quando il problema è circoscritto.
Non ogni questione richiede un giudizio. Per alcune attività definite il compenso è fisso e concordato in partenza, così da poter affrontare il problema senza avviare un contenzioso:
- Diffida o lettera di messa in mora — la richiesta formale che interrompe la prescrizione e che, in molti casi, è sufficiente a ottenere il pagamento.
- Parere scritto — una valutazione motivata della posizione: fondatezza delle ragioni, termini applicabili, opzioni percorribili e relativa convenienza.
- Esame di un contratto o di condizioni generali — prima della sottoscrizione, oppure per verificare la portata di un accordo già concluso.
- Verifica di un decreto ingiuntivo ricevuto — fondatezza dell’ingiunzione, margini di opposizione e termini residui: il termine è di 40 giorni dalla notifica ed è perentorio.
L’importo di ciascuna di queste attività viene comunicato al primo contatto, prima dell’assunzione di qualunque impegno.
Imprese e amministratori
Tariffe concordate per l’assistenza continuativa.
Per le imprese e per gli amministratori di condominio, caratterizzati da esigenze ricorrenti e non dalla singola pratica, il compenso è definito in convenzione: importi stabiliti in anticipo per ciascuna tipologia di attività — diffida, decreto ingiuntivo, precetto, pignoramento, difesa in giudizio. Ciò consente di programmare la spesa legale annuale e, per l’amministratore, di indicare in assemblea il costo esatto di un’azione prima della delibera.
Accesso alla giustizia
I casi in cui il costo è ridotto o nullo.
Patrocinio a spese dello Stato
Quando il reddito del nucleo familiare rientra nei limiti di legge, l’ammissione al patrocinio pone a carico dello Stato il compenso del difensore per il giudizio, insieme alle spese di notifica e ai costi della mediazione. L’istituto opera in materia civile, amministrativa e penale, senza alcuna differenza nella qualità della difesa.
Restano invece esclusi dal beneficio la consulenza e l’attività stragiudiziale — diffide, reclami, trattative — che seguono le condizioni ordinarie.
Cause di lavoro e previdenza
Nelle controversie individuali di lavoro e in quelle di previdenza e assistenza obbligatorie, il contributo unificato non è dovuto da chi ha un reddito imponibile entro la soglia di legge: il giudizio si instaura senza alcun versamento all’erario.
Quando è preferibile non agire
Se dall’esame emerge che l’azione non è conveniente — per intervenuta prescrizione, insufficienza della prova o incapienza della controparte — la circostanza viene segnalata subito, in sede di prima consulenza.
Richiesta di preventivo
Una descrizione sintetica della situazione è sufficiente per ricevere l’indicazione del costo e una prima valutazione sulle possibili iniziative. Sedi a Bagheria e Palermo, assistenza in tutta Italia.