Quando più familiari si alternano nell’assistenza alla stessa persona con disabilità grave, quanti permessi retribuiti spettano complessivamente, e cosa succede se vengono superati i limiti di legge? Una nuova circolare INPS fa chiarezza su un tema che riguarda moltissime famiglie italiane.
La novità: Circolare INPS n. 100 del 18 settembre 2026
La circolare interviene sui permessi retribuiti previsti dall’art. 33, comma 3, della Legge 104/1992, chiarendo le regole applicabili quando il diritto ai permessi è riconosciuto, per la stessa persona con disabilità grave, a più lavoratori contemporaneamente (ad esempio più figli che assistono un genitore, o più familiari che si alternano nell’assistenza).
L’INPS ricorda anzitutto che, a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. 105/2022, è stato eliminato il principio del “referente unico dell’assistenza”: non è più necessario individuare un solo familiare come esclusivo referente, e più persone possono quindi fruire dei permessi per assistere lo stesso disabile.
Restano tuttavia fermi due limiti fondamentali: il tetto complessivo di tre giorni di permesso al mese per ogni persona con disabilità grave assistita, e la regola secondo cui i permessi tra più familiari vanno fruiti in alternanza, non cumulativamente nello stesso giorno o nelle stesse ore.
Cosa succede se i limiti vengono superati
La circolare chiarisce le conseguenze pratiche del superamento: se, sommando i permessi fruiti da tutti i familiari coinvolti, si supera il limite dei tre giorni mensili per la persona assistita, scatta il recupero delle somme indebitamente percepite, secondo un criterio di priorità temporale (chi ha fruito il permesso per primo nel mese ha diritto di precedenza; i permessi fruiti successivamente, oltre il limite, risultano indebiti). Analogamente, se più familiari utilizzano il permesso nello stesso giorno o nelle stesse ore, in violazione della regola dell’alternanza, l’INPS procede al recupero dell’indebito, di norma in proporzione tra i lavoratori coinvolti.
Cosa fare in pratica
- Coordina in anticipo con gli altri familiari l’uso dei permessi, per evitare sovrapposizioni nello stesso giorno o superamenti del tetto mensile complessivo.
- Tieni un conteggio condiviso dei giorni già utilizzati nel mese da ciascun familiare, così da non superare involontariamente il limite complessivo.
- Se ricevi una richiesta di recupero da parte dell’INPS, verifica con attenzione il criterio applicato (priorità temporale, proporzione tra i lavoratori) prima di accettare l’addebito.
- Comunica tempestivamente al datore di lavoro e all’INPS eventuali variazioni nella ripartizione dell’assistenza tra i familiari coinvolti.
- In caso di dubbi sull’applicazione dei limiti alla propria situazione familiare specifica, è utile una verifica preventiva, per evitare recuperi retroattivi anche significativi.
Se hai ricevuto una richiesta di recupero di permessi legge 104 che ritieni non dovuta, o hai dubbi su come ripartire correttamente i permessi tra più familiari, contattami per una valutazione della tua situazione.
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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista.